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HIV: implicazioni legali, lavorative e sociali
   

La sieropositivita' al virus HIV in Italia, così come in tutti i Paesi occidentali, grazie alle terapie ufficiali (haart) e ad uno stile di vita adeguato, è oggigiorno una condizione cronica che permette al paziente di vivere una vita degna di essere vissuta e pressocche' simile a quella di un soggetto sieronegativo.

(Fonte: http://www.ministerosalute.it/hiv/paginaDettaglioHiv.jsp?id=187&menu=terapia )

I successi della scienza, finora ottenuti, lasciano ben sperare nella risoluzione del problema HIV grazie alla ricerca, con la sempre piu' auspicabile messa a punto di un trattamento preventivo e curativo che ponga definitivamente la parola " fine " alla pandemia.

 

Ma se da una parte, le persone sieropositive al virus dell'HIV possono beneficiare dei trattamenti farmacologici convenzionali, per ripristinare le difese immunitarie e ridurre/azzerare la carica virale ematica, dall'altra rimangono purtroppo ancora oggi presenti  i pregiuzi sociali che le collettivita' hanno ereditato e ripropongono nei confronti delle persone affette.

 

La discriminazione sociale, lavorativa e la violazione della privacy purtroppo costituiscono i veri problemi,  ancora non del tutto risolti, delle persone sieropositive;  queste problematiche continuano a rimarcare la necessità di una piu' mirata informazione che possa efficacemente eliminare il pregiudizio purtroppo consolidato della "Malattia Sociale".

Alla base dei pregiudizi sociali discriminatori  vi e' sempre una profonda ignoranza sullo stato reale della tematica,   e cio' che continua ad alimentare questo atteggiamento e'  la diffusa confusione tra il rischio  "ideologico" trasmissivo, ampiamente ridimensionato dalle evidenze mediche, ed  il vero rischio "comportamentale" nella trasmissione del virus.

 

La scienza ribadisce che la vita sociale dei pazienti sieropositivi non deve essere diversa da quella delle persone sieronegative, o presunte tali, e che solo quando le collettivita' attueranno una correzione dei comportamenti a rischio (mediante la profilassi es. l'impiego del condom nei rapporti sessuali occasionali) si arrivera' ad arginare efficacemente la diffusione del virus.

Gli Amici del Sierone con questa pagina offrono un servizio informativo sulle principali tematiche giuridiche inerenti lo stato di sieropositivita' in Italia, e menzionano le piu' importanti Istituzioni e Associazioni che possono intervenire direttamente in relazione di aiuto alla persona sieropositiva.

 

Questo spazio web nasce da una profonda convinzione che se fosse piu' accessibile l'informazione, certe discriminazioni non potrebbero avere luogo.

Se tutte le persone che hanno subito la discriminazione avessero denunciato alle Autorita' competenti quanto loro accaduto,  forse oggigiorno non ci troveremmo qui a parlarne...

 

                                                                                                                                                                       Gli Amici del Sierone.it

 
 
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I solidi dati scientifici di riferimento, forniti da studi italiani ed internazionali, non mancherebbero: di particolare interesse quelli elaborati nel contesto di un ampio studio condotto prevalentemente a livello europeo su sieroconversione verso l’Aids e mortalità. Si tratta del programma denominato CASCADE (Concerted Action on Seroconversion to Aids and Death in Europe), i cui risultati sono consultabili sul sito: http://www.ctu.mrc.ac.uk/cascade/default.asp.

Se in paesi come la Francia ed i Paesi Bassi le imprese assicurative offrono già da tempo polizze sulla vita ai soggetti affetti dal virus, in altri, come la Svizzera, l’associazione nazionale delle imprese assicurative ha deciso di considerare l’opportunità, dati scientifici alla mano, di aprirsi ad un mercato forte di molte migliaia di potenziali utenti, sulla base di uno studio condotto nel paese da AEGIS (Aids Education Global Information System) e che equipara, ai fini assicurativi, la condizione del soggetto affetto da Hiv a quella del paziente guarito dal cancro (per i risultati dello studio si veda: http://www.aegis.com/news/ads/2003/AD032071.html).

Un esempio senz’altro positivo che speriamo possa essere al più presto seguito anche dal nostro paese e da altri, in Europa e nel mondo.
A tale riguardo, è auspicabile che un’indicazione forte in tale direzione provenga, per l’Europa, dalle istituzioni comunitarie, da sempre sensibili alle istanze di soggetti e di gruppi ingiustificatamente discriminati.



Tratto da: http://www.reallifenetwork.it/index.php?option=com_content&task=view&id=143&Itemid=11

 
 
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